sabato 17 maggio 2025

IL REGOLAMENTO ANTENNE CITTA’ DI GRADO

Alcune premesse per definire il contesto regolamentare e per illustrare ciò che è successo a Grado dal 2016 ad oggi: - Perchè il 5G: l'Europa chiede agli Stati membri da anni di sviluppare rapidamente le reti di telefonia, fissando obiettivi per la digitalizzazione e la connettività entro il 2030 (“Digital Compass 2030”), uno di questi obiettivi è che tutti i cittadini europei abbiano accesso al 5G nelle aree popolate entro il 2025. Conseguenza diretta è che i Comuni si trovano a gestire il loro territorio con strumenti che non possono vietare, ma suggerire, perchè la rete 5G rimane una priorità nazionale ed europea, mentre il confronto scientifico-medico sulla nocività o meno del 5G è ancora in corso; - I Comuni hanno il compito di gestire la pianificazione e le autorizzazioni per le antenne, mentre le Agenzie Regionali per la Protezione Ambientale (ARPA) sono responsabili del controllo e monitoraggio delle emissioni elettromagnetiche generate dalle antenne. Quindi un Sindaco non può decidere limiti diversi da quelli imposti perchè è ARPA a certificare strumentalmente se la nuova proposta di antenna rispetta o no i limiti di legge anche se, mentre la ricerca scientifica non ha raggiunto ancora conclusioni certe, i limiti di esposizione sono cresciuti nel tempo (più i limiti sono alti più le emissioni aumentano, più velocemente si distribuisce il segnale); - La legge di riferimento per il FVG è la Legge Regionale n.3 del 2011 che “obbligava e obbliga” i Comuni a dotarsi di Regolamento Antenne con annessa planimetria; la legge indicava in 12 mesi il tempo massimo per i Comuni per approvare lo strumento di gestione, periodo largamente disatteso dai più. Quindi, teoricamente, tutti i Comuni del FVG, indipendentemente da convinzioni personali dei singoli amministratori sulla pericolosità o meno delle onde elettromagnetiche, avrebbero dovuto approvare il Regolamento entro il 2012, diciamo il 2013; - l’incarico per la stesura del Regolamento è stato affidato dall’allora commissario Kovatsch nell’anno 2016 ad un gruppo di lavoro di cui facevo parte, costituito da un architetto (il sottoscritto), un avvocato e un ingegnere esperto in telecomunicazioni. Il lavoro è stato completato e presentato sia in Sala del Consiglio del Comune (22 dicembre 2016), che nel novembre dello stesso anno all’Hotel Astoria in occasione di un convegno; - Il Regolamento è stato consegnato al Comune di Grado tramite PEC, con allegati i file (Norma Regolamentare, Planimetria e Relazione di progetto), e in in tre copie cartacee lo stesso giorno: il 5 dicembre 2016. Ciò significa che dal 5 dicembre 2016 il Comune ha avuto a disposizione il Regolamento ma affinché diventasse operativo avrebbe semplicemente dovuto portarlo in approvazione in Consiglio comunale, invece i vari Sindaci che si sono susseguiti non l’hanno fatto, nè Dario Raugna (2016-2021), nè Claudio Kovatsch (2021-2023); Poi abbiamo avuto il Commissario prefettizio dott. Augusto Viola, per un breve periodo e dal giugno 2024 il sindaco Giuseppe Corbatto. Va detto che dal 2016 al 2020 ci sono stati dei consiglieri comunali che hanno sollecitato l’Amministrazione di allora sull’approvazione del Regolamento, ma senza fortuna. Esistono le registrazioni del consiglio comunale e per chi volesse approfondire può ascoltare la seduta del 26 maggio 2020 da circa 1 ora e 20/22 minuti in poi:https://www.magnetofono.it/streaming/grado/play.php?flv=CCGRA_55853_74076_001_20200528&q= La reale efficacia dello strumento “Regolamento Antenne” È un fatto anche che l’adozione del Regolamento Antenne non tutelerà completamente i cittadini; sarà certamente uno strumento utile e la risposta ad un obbligo di legge, ma la stessa norma per quanto riguarda la scelta dei siti per il posizionamento delle antenne parla di “aree preferenziali” e “aree controindicate”, ma dice anche che in quelle controindicate il Regolamento deve definire “… le condizioni alle quali la realizzazione degli impianti è ammissibile”: quindi il Regolamento non può escludere a priori delle zone della città, ma può condizionare, attraverso anche scelte tecniche, le nuove installazioni. Inoltre la norma non permette di installare le antenne nelle cosiddette “aree tutelate” (ospedali, case di cura, scuole…), ma non definisce una fascia di rispetto attorno ad esse; questo significa che se l’antenna viene installata “al di là della strada” (per fare un esempio non su Casa Serena o sulla scuola Dante, ma in piazza del Lavoro), si rispetta la norma, ma otteniamo un risultato probabilmente peggiore. Tutti sanno ormai che l’irradiazione di una antenna il cui centro elettrico sta a 20/25 metri di altezza ha si una ricaduta variabile in base al tilt (inclinazione d’antenna), ma mediamente ha la sua massima intensità attorno ai 100/150 metri, quindi si capisce che perimetrare le aree sensibili non basta. E quando sono state inserite nei vari Regolamenti delle fasce di rispetto attorno ai siti sensibili, queste, nei ricorsi al TAR, sono sempre state cassate. Dal Regolamento aggiornato ad un nuovo strumento per una effettiva gestione del fenomeno. Dopo l’insediamento della nuova Amministrazione è stato rinnovato l’incarico allo stesso gruppo di lavoro per un aggiornamento del Regolamento che ormai appariva non più coerente con lo stato di fatto e con tutte le nuove antenne installate dal 2016 ad oggi. Da un anno i limiti di esposizione ai campi elettromagnetici sono aumentati per normativa nazionale in modo consistente: il limite massimo da non superare nei luoghi abitati è passato da 6 volt/metro a 15 volt/metro. Apparentemente il limite è “solo” raddoppiato ma, in realtà, essendo cambiato il metodo di misura (la media ora viene calcolata sulle 24 ore e non più su 6 minuti) l’intensità risulta maggiore, di fatto, di decine e decine di volte se non di centinaia. Il segnale che arriva ai nostri cellulari all’aperto attualmente è forte e a volte anche ridondante, ma l’obiettivo di chi ci vende le SIM è di potenziarlo ancor di più per entrare nelle case, attraversando i muri che schermano i segnali ad alta frequenza come il 5G. Molto probabilmente il fenomeno si acutizzerà con il 6G prossimo venturo. Quindi le nuove richieste di antenne sono rivolte soprattutto a soddisfare questa esigenza commerciale, anche se noi in casa ci colleghiamo al wi-fi e quindi di un segnale potente, anche indoor, non ne avremmo bisogno. Il Regolamento aggiornato sarà pronto entro i primi di giugno, ma stiamo verificando la fattibilità tecnica (al di là del nostro incarico) di una ipotesi di progetto che permetta di veicolare i segnali dei Gestori in modi diversi, in particolare per alcune zone della città, e non solo con pali da 25 metri o antenne-camino sulle case. L’obiettivo è quello di ottimizzare il segnale limitandone le potenze, in modo da evitare inquinamento inutile. Inoltre si potrebbe anche pensare ad una Grado che rispetti le persone elettrosensibili, purtroppo in crescita, con la creazione di aree neutre e con alcuni alloggi residenziali e/o unità ricettive schermate dall'irradiazione e servite solo via cavo. Questa potrebbe essere una scelta valida sia per l'attenzione della Comunità alle necessità di persone in difficoltà, sia come ulteriore offerta per i turisti che vengono a Grado. Spero di aver dato indicazioni utili e soprattutto oggettive, aldilà delle considerazioni di parte.