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mercoledì 1 giugno 2016

Grado Tecnologica e Verde - Un esempio di progettazione partecipata

Norimberga, quartiere Goestenhof Ost

Nel 1988 la città di Norimberga ha iniziato un percorso di riqualificazione urbana che è durato fino al 2006: 18 anni ! Nessuna nuova amministrazione che è succeduta ha mai pensato di stravolgere il progetto;
- sono stati coinvolti 5.035 abitanti di cui il 60% tedeschi ed il restante di diverse nazionalità;
- sono state spostate, a rotazione, 2.679 famiglie con l'ausilio di: mediatori culturali, psicologi, architetti, esperti di architettura ecologica e risparmio energetico;
- organizzate 4 assemblee per anno con notiziari (giornalini) multilingue per tutte le persone coinvolte;
- la superficie interessata di intervento è stata di 25,4 ettari;
- è stato ridotto il consumo di suolo per nuove edificazioni;
- si è aumentato il riciclaggio dei rifiuti;
- si è favorita una maggior coesione sociale anche attraverso il meccanismo della partecipazione.
Non pensiamo che tali interventi possano essere attuati con disposto calato dall'alto. A mio giudizio dobbiamo solo imparare, in questo caso, purtroppo !

mercoledì 25 maggio 2016

Grado Tecnologica e Verde - Parcheggi

PERCHE’ IL PARCHEGGIO GIARDINI-CARPACCIO NON RISOLVE NULLA

Molti parlano di soluzioni certe e sicure per i parcheggi di Grado, con un decisionismo a volte anche affascinante, ma che non garantisce la competenza e la qualità della soluzione proposta.
Attualmente la zona del parcheggio Giardini-Carpaccio serve circa 160 posti (visibili anche dalla foto allegata – quattro file da 40 posti per semplificare) nella parte interna e cioè esclusi i parcheggi su via Grego e via Rizzo.
Abbiamo provato a fare un po' di conti:
- nel caso di un nuovo parcheggio su due piani, come proposto da qualcuno, dovremmo allargare di circa 3 metri via Rizzo, perché attualmente troppo stretta (o via Grego visto che lo stradone centrale verrebbe eliminato) ottenendo così un “rettangolone” lordo di m 44 x 130 circa che sarebbe la sede del nuovo Parcheggio;
- oltre, a nord verso la rotonda, non si può andare perché sotto ci sono gli impianti della geotermia e il relativo pozzo;
- sottraendo la superficie necessaria per le rampe (mq 98+98) avremmo una superficie utile di circa mq 5.524 corrispondente teoricamente a 221 posti auto. Dico teoricamente perché il numero è frutto di una semplice divisione tra superficie totale e metri quadri per auto. Poi, nel progetto, vanno previsti pilastri, spazi di manovra ed altro che abbasseranno quel numero almeno di un 5%, portandolo a 210 p.a., per essere molto ottimisti.
Se moltiplichiamo 210 per i due livelli (piano terra e primo piano) otteniamo 420 posti auto teorici, con una costruzione alta circa 5 metri. Dobbiamo però a questo punto togliere dal conteggio i 160 posti esistenti, che andrebbero soppressi per far spazio alla nuova struttura. Quindi i nuovi parcheggi sarebbero solo 260 ! un numero molto esiguo per un intevento così impattante.
E quanto potrebbe costare? Mediamente un parcheggio di questo genere è stimabile tra i 12.000,00 e i 15.000,00 euro a posto auto; per un costo complessivo di (420 x 12.000,00) 5 milioni di euro, più o meno. Un costo che non si ammortizzerà mai, visto che il parcheggio sarà totalmente occupato, tenendoci larghi, 60 giorni in un anno, e parzialmente per altri 60. Al costo di 8 euro al giorno per (420 x 60 + 140 x 60) otteniamo un incasso teorico, e sovrastimato, di circa 270.000,00 euro/anno per coprire i costi di gestione, i costi di manutenzione e l’ammortamento, compreso interessi.
I dati credo che si commentino da soli, senza pensare poi all'ingombro per gli abitanti del posto che si vedrebbero dequalificare l'area a fronte di vantaggi praticamente inesistenti.
La soluzione ai problemi dei parcheggi a Grado, a nostro parere, non è qui.

martedì 10 maggio 2016

Grado Tecnologica e Verde - Governare Grado




Il Programma elettorale è sufficiente ?

I programmi elettorali spesso si lasciano scrivere; per definire il proprio Programma ogni parte politica trova un equilibrio tra “idee fattibili” e “idee populiste”, cioè quelle che fanno colpo sulle persone, che giocano su aspettative a volte legittime ma oggettivamente irrealizzabili, con il solo scopo di riuscire a vincere le elezioni.
Ogni parte politica sceglie quanto è importante vincere a tutti i costi, “tanto poi si vedrà”, o quanto è importante governare bene, se si vince. La seconda scelta obbliga a fare programmi “fattibili”, presuppone quindi un maggiore rischio iniziale, ma decisamente una maggiore affidabilità della coalizione nella auspicabile successiva fase amministrativa.
C'è da dire poi che tra le “idee fattibili” una parte verrà realizzata ed una parte si scontrerà con le difficoltà amministrative, procedurali, burocratiche e con le tempistiche, a volte lunghe, dei processi decisionali pubblici: quindi quelle idee rimarranno sulla carta.
Tra quelle che verranno realizzate, credo di poter dire senza essere smentito, che alcune sarebbe meglio se non lo fossero perché a volte frutto di decisioni avventate, elettorali, non pesate e discusse a sufficienza: penso a scelte anche recenti.
Quindi, a conti fatti, tolte dai programmi elettorali le idee populiste, le idee fattibili ma bloccate dalle procedure e quelle di scarso spessore, potremmo dire che ben poco di quello che viene promesso prima delle elezioni “andrà in lavoro”, ma nonostante ciò bisogna dirle lo stesso per dare un messaggio, per far capire quali sono riferimenti, i pensieri che ronzano nella testa della coalizione che le propone.

Quello che invece farà davvero la differenza sarà la competenza, l'affidabilità, l'esperienza e perché no, l'onestà, delle persone indicate per il governo della città, congiuntamente al Metodo di lavoro.
Il Metodo di lavoro è il punto nodale; in passato abbiamo visto spesso sindaci e assessori comportarsi come dopo una partita di calcio, un derby: dove ci sono vinti e vincitori. I vincitori comandano e impongono e gli altri…
Senza considerare poi che il decisionismo autoritario non è assolutamente sinonimo di buon governo, anzi spesso è il contrario.

Quest'anno “comandare” dovrà essere sinonimo di “servire”, sostenere, amministrare bene e con la gente.
Grado ha bisogno di amministratori che non si chiudano nelle stanze del Palazzo dividendo e spartendo, ma di persone che abbiano la disponibilità e la forma mentale di aprirsi per parlare, discutere con la città, progettare le scelte importanti in piazza su web, nei posti istituzionali e non. L'Amministrazione che governerà dovrà avere l'umiltà di chiedere, ascoltare e poi fare sintesi per il bene comune.
Solo in questo modo riusciremo a definire un indirizzo per Grado per i prossimi anni: progettare in modo condiviso è una necessità per definire una Visione per Grado, studiarla nei particolari, farla diventare patrimonio comune e assicurare quindi che tale impostazione venga perseguita per i prossimi 10/15 anni.

E ora parliamo di Programmi !




martedì 26 aprile 2016

Grado Tecnologica e Verde - un Tavolo di lavoro permanente

Una visione per GRADO: un "Tavolo di lavoro" allargato

Perché, ad esempio, in Germania si possono permettere di attuare riqualificazioni urbane, progetti complessi che interessano parti di città, estese per 25 ettari (un'area grande come quella compresa tra le Ville Bianchi, il Centro fino alla diga e la zona del porto), in cui abitano 5.000 persone, tedeschi e di altre nazionalità, che si realizzano in 18 anni?
(vedi: Oekologische Stadtemeuerung Nuernberg - Gostenhof/Ost)
La risposta va ricercata in due ambiti: il primo è che in Germania le competenze tra parte amministrativa (uffici comunali) e parte politica è meglio distinta e quindi è impossibile che il nuovo partito di turno, al governo della città, possa stravolgere i progetti in corso. La seconda, a mio avviso la più importante, è che la gente è coinvolta nei processi di decisione e quindi “quel progetto”, quell'idea, diventa patrimonio comune e una scelta condivisa non può essere stravolta!

Se vogliamo fare un salto di qualità, la Visione di Grado futura deve, e ripeto, deve essere una visione da costruire assieme, su cui ragionare, dove i contributi di tutti possano essere accolti e vagliati, scelti con la logica del “buon padre di famiglia”. Non una decisione dell' “uomo solo al comando” di turno.
Altrimenti il rischio è che si continuerà a decidere con una prospettiva di 3-5 anni, cioè quanto dura una amministrazione comunale in carica.

Certamente è la strada più difficoltosa, piena di discussioni e confronti; l'importante però è che la fase della proposta e della discussione avvengano nelle giuste sedi e non solo in locali serali, mentre si parla dello scudetto o dell'ultimo gran premio, come spesso siamo costretti a fare.
Abbiamo bisogno di entrare in questi meccanismi decisionali, assumendoci le giuste responsabilità e dobbiamo cominciare a decidere assieme.

Personalmente ritengo che si debba avere anche un luogo fisico, una sala, disponibile per incontri tematici a cadenza periodica, per affrontare, anche con aiuto di esperti, temi e scelte, sfruttando tutta la tecnologia disponibile, tutti i canali utili che il web ci offre, senza escludere però il ritrovarsi di persona: siamo una piccola cittadina che può recuperare questa importante dimensione.